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sabato 28 luglio 2012

Spread EURUSD EURJPY

EURUSD ed EURJPY si sono scorrelati nel breve periodo (l’indice di correlazione sul minuto segna uno 0,4%, mentre su timeframe più elevati, ad esempio H4, siamo sul 90% - due cross storicamente correlati stanno muovendosi in maniera divergente). Siamo entrati long di EURUSD ad 1,2283 e short di EURJPY a 96.26 (stesso controvalore nominale).

Si noti come negli ultimi 2 giorni sul grafico M5 i due cross si son mossi in maniera molto correlata (in verde EURUSD ed in rosso EURJPY); oggi dalle 14:00 in poi EURUSD ha tracciato un movimento ribassista, mentre EURJPY si è mosso lentamente al rialzo.

Tuttavia la price action non dice molto, per entrare in posizione in spread dobbiamo studiare questo rapporto da un punto di vista quantitativo/statistico: le conferme le abbiamo analizzando l’indicatore in basso sul grafico. In rosso il valore medio (200 periodi) di EUR USD/EURJPY; in giallo il valore attuale (si noti come si muove in maniera sinusoidale ritornando spesso sul valore medio). Quando abbiamo il rapporto attuale sotto la media, EURUSD si è indebolito rispetto ad EURJPY.

Questo non è un semplice indicatore di rapporto (Strumento 1/Strumento 2), al suo interno abbiamo anche le deviazioni standard che ci dicono di quanto sta variando il rapporto. In una distribuzione di probabilità normale se andassimo a misurare il rapporto EUR USD/EURJPY per 100 volte nel 92% delle rilevazioni il rapporto starà intorno al suo valore medio (-2/+2 deviazioni standard), si noti come adesso il rapporto ha bucato – 3 deviazioni standard (linea gialla in basso), statisticamente abbiamo questo valore solo nel 2% delle rilevazioni, mi aspetto dunque che il rapporto tornerà al suo valore medio (92% rilevazioni). Andremo a chiudere questa operazione proprio quando la linea del rapporto attuale ritornerà sul suo valore medio (o intorno al suo valore medio).
Questo avverrà se:
- EURUSD si apprezza, EURJPY si deprezza (best scenario)
- EURUSD si apprezza più di EURJPY
- EURJPY si deprezza più di EURUSD

Questa è un’operazione di hedging o arbitraggio statistico, siamo sempre coperti, corriamo pochi rischi, non utilizziamo stop, anche se l’EURUSD dovesse crollare sono sempre in posizione al ribasso con EURJPY.

Aggiornerò l’articolo per la chiusura.
Per maggiori informazioni su questa tecnica
Paolo.bercich@gkfx.com

incontro Draghi-Weidmann per il via libera agli acquisti di bond

MILANO - Nei prossimi giorni il presidente della Bce Mario Draghi si incontrerà con il presidente della Bundesbank Jens Weidmann nel tentativo di superare l'ostacolo più grande a una nuova serie di misure per combattere la crisi del debito, tra cui gli acquisti di obbligazioni di paesi in difficoltà. Lo confermano a Bloomberg due funzionari della banca centrale.

Dopo essersi assicurato l'appoggio dei governi in Spagna, Francia e Germania, Draghi sta ora cercando di convincere i vertici della Bce perché acconsentano ad adottare un approccio su più fronti per ridurre i rendimenti dei titoli di stato di paesi come la Spagna e l'Italia, hanno detto ieri in tarda serata i due funzionari a condizione di restare anonimi.

La proposta di Draghi poggia sull'ipotesi che i fondi di salvataggio che acquistano titoli di Stato sul mercato primario vengano affiancati da acquisti della Bce sul mercato secondario per garantire un abbassamento dei rendimenti. Ulteriori tagli dei tassi della Bce e prestiti a lungo termine verso banche sono anche in discussione, uno dei funzionari ha detto.

Draghi sta cercando di imprimere una svolta nella battaglia contro la crisi del debito sovrano. E ottenere il sostegno di Weidmann gli consentirebbe di presentare un fronte unito ai mercati finanziari. Draghi ha preannunciato la sua mossa il 26 luglio, dicendo che la Bce farà di tutto per salvare l'euro. La Bundesbank gli ha risposto ieri ribadendo la sua opposizione agli acquisti di obbligazioni da parte della Bce.

Draghi parlerà con Weidmann prima che il Consiglio direttivo della Bce si riunisca a Francoforte il 2 agosto, dicono i funzionari. L'ex governatore della Banca d'Italia ha anche contattato altri membri della Bce nel tentativo di costruire il consenso intorno alla sua proposta. Un portavoce della Bundesbank ha rifiutato di commentare la notizia, mentre un portavoce della Bce ha detto che è prassi normale per Draghi di incontrare o parlare con i membri del Consiglio direttivo.
 

giovedì 26 luglio 2012

Comprerà i bond


Il presidente Bce ai suoi: «Non possiamo sostituirci ai governi»
Pronti a tagliare i tassi e
ad altri interventi straordinari.

Il fatto è che il presidente della Bce è un grande conoscitore dei mercati. Sa sempre come sorprenderli; lo ha dimostrato da quando è salito sulla poltrona più alta della Bce, a novembre scorso. Tagliò i tassi di interesse subito, all’unanimità, quindi con il consenso dei tedeschi perennemente angustiati dallo spettro weimariano dell’iperinflazione, e fece volare le Borse alle stelle. Da allora l’ex governatore di Bankitalia è stato abilissimo nel cogliere i mercati alla sprovvista, muovendosi sullo stretto crinale tra l’imperativo di non deluderli e quello altrettanto importante di non assecondarli troppo. Così, il primo a turbarsi ieri del mostruoso rally delle Borse europee scatenato dalle sue parole, è stato proprio lui.
L’importante è, come ha sottolineato ieri Draghi, «muoversi all’interno del mandato», tenendo ben presente che «la Bce farà tutto per salvare l’euro». E c’è una frase che la fonte tedesca segnala come essenziale. Draghi ha scandito che «i rendimenti sui bond dei titoli di Stato ostacolano il canale di trasmissione che garantisce il corretto funzionamento della politica monetaria».

Tradotto dal linguaggio dei banchieri centrali, vuol dire che gli spread spagnoli e italiani minacciano l’intero eurosistema. E sono le stesse identiche parole che Trichet usò nel 2010 per avviare il programma di acquisti di bond dei paesi allora in difficoltà, cioè Grecia, Portogallo e Irlanda. Nell’agosto del 2011 questo programma denominato Smp, Securities Market Program (inventato da un altro italiano, l’ex membro del board Lorenzo Bini Smaghi) fu esteso a Italia e Spagna.Da venti settimane la Bce non compra più bond ma il messaggio di ieri è questo: li ricomprerà, ma forse limitandosi soltanto a quelli spagnoli. Basterebbe questo, forse, a riportare i mercati alla ragione, nel breve termine?

Wall Street: ha chiuso in rialzo, Dj +1,67%, Nasdaq +1,37%

New York - Chiusura in rialzo per Wall Street, che beneficia dell'effetto Draghi al pari delle piazze europee. Spinti dalle rassicurazioni della Bce, gli indici Usa segnano un netto avanzo con il DJ a +1,67% che guadagna 210,36 punti a 12.887,70 punti. Il Nasdaq termina a +1,37% guadagnando 39,01 punti a 2.893,25. S&P 500 a +1,64%, con un incremento di 22 punti a 1.359,89 punti .

Volano le Borse: +5,6% Milano, +6% Madrid

 MILANO Tre semplici parole (whatever it takes, pronti a tutto) del presidente della Bce, Mario Draghi sono state sufficienti per mettere il turbo ai mercati: Borse, euro, rendimenti dei titoli di Stato di Italia e Spagna hanno avuto un recupero stellare, chiudendo una seduta che nelle prime battute si annunciava incerta: l'indice Ftse Mib di Piazza Affari ha messo a segno il 5,62%, Madrid il 6,06 per cento. In forte rialzo anche Parigi, dove il Cac 40 ha guadagnato il 4,07%, Francoforte, con il Dax il 2,75% e l'Ftse 100 di Londra l'1,36%. Lievemente negativa, invece, Atene -0,83%. Si sono risollevate anche le quotazioni dell'euro, che ha chiuso a 1,2295 dollari dopo aver toccato un massimo di seduta a 1,2329 dollari. Nessuno avrebbe scommesso questo recupero due giorni fa di fronte alla catastrofe incombente, dominata dall'irrazionalità e dal panico degli investitori.  

Draghi spinge le Borse europee Spread in calo a quota 475 punti

MILANO - Le Borse europee ripartono di slancio dopo la parole del presidente della Bce, Mario Draghi 1: "L'euro è un processo irreversibile, pronti a tutto per salvarlo e basterà". Insomma, è arrivato il segnale positivo che il mercato attendeva dalla Bce dopo che ieri era arrivata l'apertura alla concessione di licenza bancaria al meccanismo salva-Stati Esm. E in Europa nasce l'asse franco-spagnolo 2 per attuare subito le decisioni Ue, mentre la Germania è sempre più nell'angolo dopo il taglio all'outlook delle banche 3 garantite dalla Stato. In ripresa il comparto bancario e i titoli dell'export con l'euro che resta debole nei confronti delle valute estere. La moneta unica è scambiata 1,23 contro il dollaro in netto recupero.  

A Milano Piazza Affari rimbalza dopo l'allarme lanciata daConfindustria 4 sulla ripresa e vola guadagnando il 4,7%, mentre Londra avanza dell'1,6%, Francoforte del 2,7% e Parigi del 3,8%. Annullato quindi l'effetto negativo dell'asta del Tesoro che ha venduto 2,5 miliardi di Ctz maggio 2014, raggiungendo l'importo complessivo, pagando un tasso del 4,86% (4,712% il mese scorso), ai massimi da novembre. Brillante in avvio Wall Street: il Dow Jones guadagna l'1,4% come l'S&P 500, il Nasdaq l'1,1%.

Si allenta, quindi, la tensione sui debiti sovrani. Lo spread, il differenziale di rendimento tra tra Btp e Bund è in deciso calo a quota 475 punti base: si tratta, in sostanza, della remunerazione aggiuntiva che il mercato chiede per investire in Italia rispetto alla Germania. Un premio al rischio che a catena colpisce tutti i movimenti finanziari, a cominciare dai prestiti alle imprese. I Btp trattano al 6%, mentre i Bonos spagnoli scendono sotto il 7% al 6,8%, a 1,3% i titoli di Stato tedeschi. 

Sul fronte macroeconomico, in Germania, la fiducia dei consumatori per il mese di agosto è attesa in aumento per il secondo mese consecutivo a 5,9 punti dai 5,8 punti di luglio, meglio delle attese degli analisti che si aspettavano una lettura stabile. Secondo i dati del gruppo di ricerche di mercato Gfk, le intenzioni di acquisto dei consumatori tedeschi sono aumentate. In deciso calo le vendite al dettaglio 5 in Italia, mentre negli Stati Uniti le richieste di sussidi sono scese a 353mila nella settimana conclusa lo scorso 21 luglio. Gli analisti avevano previsto una flessione minore, a quota 380mila. Le richieste continuative sono scese da 3milioni e 317mila a 3 milioni e 287mila nella settimana fino al 14 luglio. Bene anche gli ordini di beni durevoli aumentati dell'1,6% a giugno, molto al di sopra delle attese di un +0,3%. 

Questa mattina, intanto, in Asia, dopo aver infilato quattro sedute consecutive di segno meno, e toccato ieri i nuovi minimi da sette settimane, la Borsa di Tokyo ha fatto registrare un rimbalzo, grazie essenzialmente agli acquisti speculativi di azioni deprezzate. La tendenza positiva è stata peraltro arginata dalle perduranti preoccupazioni degli investitori nipponici per il calo globale della domanda. In chiusura l'indice Nikkei dei 225 titoli-guida si è issato comunque a quota 8.443,10 dopo aver guadagnato 77,20 punti pari allo 0,92%. Ancora meglio è andato oggi il Topix relativo all'intero listino, che a sua volta è cresciuto di 8,45 punti pari all'1,19% per attestarsi infine a quota 714,91.

Il petrolio apre in rialzo dell'1,6% a 90,3 dollari al barile al mercato di New York. Quotazioni dell'oro praticamente invariate sui mercati asiatici: il lingotto con consegna immediata viene scambiato a 1.604,15 dollari l'oncia.

Forex - EUR/USD in calo nei timori sulle preoccupazioni per la Spagna

Forexpros – L’euro è sceso contro il dollaro USA questo giovedì, perdendo alcuni dei guadagni della giornata precedente, nei timori per un possibile salvataggio spagnolo ed un’eventuale uscita dalla zona euro.

Alla chiusura degli scambi asiatici il cambio EUR/USD ha toccato 1,2128 il minimo della sessione; successivamente il cambio si è attestato a 1,2153, in calo dello 0,03%.

Supporto a breve termine a 1,2052, minimo di mercoledì e di quasi due anni e resistenza a 1,2282, massimo del 20 luglio.

L’euro si è rafforzato dopo che Ewald Nowotny, membro del consiglio BCE ha dichiarato che è sostenuta la tesi di dare al Meccanismo di Stabilità Europeo una licenza bancaria, che aumenterebbe il potere del meccanismo nel combattere la crisi della zona euro.

Ma l’euro è nuovamente sotto pressione dopo che il Presidente della BCE Mario Draghi sembra aver respinto l’idea.

Il rendimento dei titoli a 10 anni è al 7,38%, giù rispetto al massimo del 7,74% ma ancora al di sopra della soglia critica del 7% considerata insostenibile nel lungo termine.

Intanto il dollaro è limitato dalla speculazione verso un possibile intervento da parte della Federal Reserve, in attesa del meeting di politica monetaria della prossima settimana.

L’euro è salito contro la sterlina e contro lo yen, con EUR/GBP in salita dello 0,09% a 0,7850 ed EUR/JPY su dello 0,04% a 95,05.

Nel corso della giornata gli USA rilasceranno i dati ufficiali sugli ordinativi di beni durevoli e sulle richieste iniziali di sussidio di disoccupazione, nonché i dati sulla vendita di case in corso. 

Attenzione a ORO e ARGENTO

Trascurando il penoso andamento del listino azionario italiano, di cui "operativamente" si può fare decisamente a meno dopo che la proibizione delle vendite allo scoperto ha eliminato l'unico vero elemento di interesse, ci sembra opportuno evidenziare diversi temi operativi che hanno catturato la nostra attenzione durante la seduta odierna.
goldsilver
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In primis ci sembra opportuno segnalare il buon rimbalzo del DAX FUTURE che, come evidenziato nel nostro ultimo report, ha testato "...con estrema precisione il supporto dinamico di breve in area 6.300 punti. Operativamente la tenuta di questo livello potrebbe generare un interessante rimbalzo verso area 6.500..."; se consideriamo che il massimo odierno ha raggiunto area 6.480, possiamo ben dire di aver individuato una buona opportunità operativa anche in una fase di mercato così complessa.
dax2507
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Parimenti interessante il movimento di recupero messo a segno dalle "commodity currencies", con i cross AUD/USD e NZD/USD capaci di recuperare agevolmente le violazioni ribassiste avvenute ieri, invalidando/rimandando le indicazioni profondamente negative emerse. Quanto avvenuto rappresenta un elemento di assoluta valenza ai fini di una valutazione complessiva dello scenario economico, visto che - considerate le note correlazioni con l'andamento dei mercati azionari - riaccende la speranza di un rallenatamento dell'emorragia in atto su Piazza Affari & company.
aud2507
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nzd2507
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Detto del BUND, che scendendo leggermente sembra assecondare questo piccolo rimbazlo dei listini azionari, la nostra attenzione si è soffermata su GOLD e SILVER, metalli preziosi che sembrano confermare le evidenze grafiche evidenziate in precedenti report. Sia il GOLD che il SILVER stanno al momento testando le prime resistenze dinamche - rispettivamente in area 1.620 e 27.50 - che ne contengono tentativi di recupero più corposi oramai da diversi mesi. I grafici allegati mostrano però che questa fase di prolungata lateralità (caratterizzata graficamente da evidenti wedge...) è prossima ad esuarirsi, per sfociare molto probabilmente in uno spunto direzionale assolutamente da non perdere.
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silver2507
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Concludiamo confermando il nostro interesse verso gli strumenti analizzati, trascurando volutamente il mercato azionario italiano che in logica "only long" ha perso molto appeal.
Sarà forse il caso di iniziare a lavorare sulla borsa di Francoforte o magari quella di Parigi, dove hanno capito da tempo che non è il divieto delle vendite allo scoperto la soluzione di tutti i problemi, anzi...

Pietro Paciello

mercoledì 25 luglio 2012

Dai tempi di Mussolini prezzi Borsa italiana mai così economici

Milano - Con i ribassi delle ultime tre sedute, il rapporto tra prezzo di borsa e stime sugli utili societari dei gruppi quotati a Piazza Affari e' ritornato sugli stessi livelli visti ai tempi del ventennio di Mussolini. Lo rivelano i dati raccolti da Blackrock, secondo cui molti investitori non hanno mai visto in vita loro prezzi cosi' economici. 

E secondo Morgan Stanley gli operatori farebbero bene a non snobbare la borsa italiana. Il team di analisti dell'istituto di credito sottolinea che se da un lato Grecia e Spagna occupano il centro del palcoscenico di quella che sembra una crisi del debito senza via d'uscita in Europa, l'Italia viene spesso citata come la prossima nella lista.

I media sono ossessionati con l'incremento progressivo dei tassi di interesse e i problemi di rifinanziamento che il governo incontrera' nei prossimi mesi. Tuttavia il mercato azionario non riceve l'attenzione che merita. I prezzi hanno fatto un tonfo incredibile negli ultimi anni.

Secondo le ricerche della banca Usa la borsa ha perso il 20% nel 2011. Dall'inizio della fase ribassista nel 2007 i valori sono stati ridotti di due terzi (-73%). 

L'azionario europeo ha perso tantissimo negli ultimi anni per via della crisi, ma secondo i calcoli degli analisti di Morgan Stanley i prezzi sono scesi in maniera sproporzionata rispetto alle altre borse mondiali. 

Italia e Spagna si collocano nel quadrante dei listini "economici" e meno richiesti. Se si guarda ai parametri dei prezzi per il 2012, si scopre che rispetto al resto d'Europa, a questi valoril'azionario italiano e' sottovalutato
I parametri di prezzo dei titoli azionari italiani confrontati con quelli del resto d'Europa.

Al contrario Germania, Olanda, Belgio, Danimarca e Irlanda occupano la categoria "Cari e molto richiesti".

Le stime 2012 parlano di:

· Rapporto tra prezzi di borsa e utili societari: 8 volte – 25% di sconto
· Prezzo/Profitti Cash: 3,4X – 31% di sconto
· Prezzo/Book value: -0,65X - 50% di sconto
· Prezzo/Fatturato: -0,50X pari a uno sconto del 35%

Il rapporto tra Valore Effettivo e EBITDA e' al 4, pari a uno sconto del 28%.

Non solo i titoli sono economici se paragonati alle borse concorrenti, ma lo sono anche in generale rispetto ai valori effettivi reali. Ma c'e' di piu': a questi prezzi i singoli titoli sono ancora piu' convenienti. 

I titoli che pesano di piu' sull'indice FTSE Mib sono anche tra i piu' economici. Solo dieci societa' contano per oltre il 75% del valore di mercato azionario: Eni, Enel, Unicredit, Intesa, Generali, Saipem, Tenaris, Fiat Industrial, Snam e Telecom.

Eni, ad esempio, ha un rapporto Valore effettivo/EBITDA di 0,95, Telecom Italia del 3,8 e un tasso prezzo/book value dello 0,59. E i dividendi non sono affatto malvagi, con un premio del 5%-18% nell'ordine. 

Al momento l'indice della borsa milanese cede lo 0,8% a quota 12.604 punti, dopo che le borse europee avevano vissuto la peggiore due giorni da aprile. Tra venerdi' e lunedi' Piazza Affari ha accusato cali dell'ordine del 6,7% circa. Ieri le perdite sono state pari al 2,76%, con il FTSE Mib che si e' attestato a quota 12.706,36 punti.

Proprio quando ieri al giro di boa la Borsa italiana ha toccato il doppio minimo di sempre (2009/2011), la Consob ha imposto lo stop alle vendite allo scoperto. Da quel momento la borsa ha recuperato quasi 200 punti. "E’ lecito sospettare che la Consob abbia lasciato agire indisturbati i grossi operatori fino all'ultimo istante utile. Avvalorando la tesi secondo cui essa non sia dalla parte della trasparenza dei movimenti borsistici", denuncia sotto voce un utente anonimo parte dei piccoli azionisti di Banco Popolare. 

Subito dopo la decisione dell'authority italiana, la Spagna ha deciso di intraprendere una misura straordinaria ancora piu' importante, vietando le operazioni short su qualsiasi tipologia di titolo.

Da inizio anno il calo del listino e' di oltre il 13%, negli ultimi dodici mesi del 32,5%. Sul fronte dei titoli di stato il tasso a dieci anni e' in rialzo a quota 6,4%. L'ammontare di debito che il Tesoro dovra' collocare nei prossimi mesi equivale a 160 miliardi di euro nel periodo compreso tra giugno e ottobre. Come hanno spiegato diverse banche d’affari, da Citigroup a UBS, al 5% "il rifinanziamento italiano, sotto il profilo dei costi, e' gia' insostenibile". Il rischio e' anche per Roma quello di dover ricorrere ad aiuti esterni. 

A meno che, come chiedono in coro piu' economisti, la Bce non decida di intervenire assicurando che acquistera' debito degli stati in difficolta' a qualunque condizione. Perche' cio' avvenga bisognera' vincere, tuttavia, l'opposizione di Bundesbank e governo tedesco.

martedì 24 luglio 2012

I futures dell'Oro in rialzo durante la sessione Asiatica

Forexpros - I futures dell'Oro sono in rialzo durante la sessione Asiatica di Mercoledì.

Nel divisione Comex del New York Mercantile Exchange, I futures dell'Oro per Agosto sono scambiati a 1582.45 dollari americani per oncia troy, valore che sale di 0.40% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più alto di 1584.45 dollari per oncia troy, L'Oro era previsto trovare supporto a 1562.45 dollari e la resistenza a 1586.65 dollari.

L'indice del dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é sceso del 0.01% per essere scambiato a 84.07 dollari.

Altrove su Comex, L'Argento, per la consegna di Settembre, é sceso di 0.47% per essere scambiato a 26.938 dollari per oncia troy mentre Il Rame, per la consegna di Settembre, é salito di 0.02% per essere scambiato a 3.365 dollari per libbra.

Oro: in queste condizioni non conviene tradare

L’incertezza nel mercato dell’oro persiste. Il materiale prezioso rimane attorno ai 1580 dollari, segnando un’altra settimana avara di cambiamenti e spunti. L’attuale posizione dell’oro continua a spingere il prezzo a lateralizzare.

Se volete tradare in queste condizioni lo potete fare, ma a patto di prestare la massima attenzione
e tenere bene a mente quella che è la nostra analisi: le fluttuazioni sono e restano comprese tra i 1560 e i 1620 dollari l’oncia.
Quindi, a parte operazioni veloci da seguire giornalmente, è preferibile rimanere alla finestra almeno finché il prezzo non uscirà da questa fase di congestione.

Mercati: supporti strategici su DAX, NZDUSD e GOLD

La crisi dei mercati non ci ha sorpreso più di tanto, se è vero che il nostro portafoglio modello mostra una esposizione pari a zero sul comparto azionario italiano grazie ai livelli di protezione (stop-loss) e di gestione degli utili (trailing stop) che hanno agito con perfetto sincronismo a protezione delle posizioni residuali in essere su SAIPEM, SNAM, INTESA e UNICREDIT. Putroppo con l'attuale proibizione sulle vendite allo scoperto non abbiamo potuto approfittare di questo splendido ribasso, ma ci consoliamo con il differenziale di rendimento sul FTSE MIB che segna una più che confortante performance a due cifre...

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 port2407

Buone notizie vengono anche dai nostri trading systems completamente automatizzati sulla piattaforma Metatrader 4 che, pur mostrando una volatilità decisamente elevata (frutto anche dell'utilizzo della leva finanziaria...), sembrano riuscire a seguire egregiamente il trend dominante del momento realizzando ottimi guadagni grazie alla recente discesa dell'euro. Ne riportiamo le statistiche operative nella sezione "Trading Systems" del nostro sito che vi invitiamo a consultare con attenzione...
Quanto ai mercati, premesso che lo short selling è al momento proibito, è dai futures/cfd's sugli indici azionari che proviene l'unica possibilità operativa per speculare al ribasso o per proteggere il proprio portafoglio titoli. Da non trascurare, ovviamente, il mercato del forex, che fa della effettiva bi-direzionalità operativa uno dei suoi punti di forza e che magari dopo le ennesime delusioni maturate sui mercati azionari, riuscirà finalmente ad attirare l'attenzione che merita da parte di traders e operatori.
Passando all'analisi di evidenze grafiche particolarmente interessanti, la nostra attenzione di è fermata su diversi strumenti finanziari.
Il DAX Future in primis ci sembra essere giunto a testare un importantissimo supporto dinamico.
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 dax2407

Dopo il breakout ribassista in area 6550 (favorito da un evidente gap down...), perfettamente preannunciato dalla divergenza ribassista evidenziata in grafica, il DAX Future sta testando con estrema precisione il supporto dinamico di breve in area 6.300 punti. Operativamente la tenuta di questo livello potrebbe generare un interessante rimbalzo verso area 6.500, viceversa, una eventuale violazione dello stesso scatenerebbe una nuova ondata di vendute con primo obiettivo sui recenti minimi a 5.900 punti. In ogni caso, long o short che sia, ci sono tutti i presupposti per strutturare un intervento operativo caratterizzato da un ottimo rapporto rischio/rendimento...
Decisamente interessante anche la situazione tecnica del cambio NZDUSD, alle prese con un breakout ribassista da cui potrebbe scaturire un movimento direzionale molto profondo.
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 nzd2407

In questo caso la direzione operativa sembra decisamente quella ribassista, con area 0.7750 (50% ritr. Fibonacci) pronta ad essere testata nelle prossime ore. Un eventuale recupero di area 0.7900 ripristinerebbe lo scenario rialzista a tutto beneficio (per le note correlazioni..) dei mercati azionari. Monitorare con attenzione...
Un rapido sguardo, infine, all'oro (GOLD)su cui ci siamo espressi più volte negli utlimi report disribuiti.
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 gold2407

Il triangolo in formazione continua a contenere le oscillazioni all'interno della fascia 1.600 (resistenza) e 1.570 (supporto). La sitauzione potrebbe sbloccarsi a breve, anche se neanche questa profonda crisi dei mercati sembra aver restituito a questo metallo prezioso l'antico rango di "bene rifugio per eccellenza". La configurazione tecnica evidenziata sembra ideale per lo stretto trading, anche se le maggiori soddisfazioni per gli operatori verranno dalla definitiva violazione di questa estenuante fase laterale.
Pietro Paciello

domenica 22 luglio 2012

Quanto fa paura il contagio spagnolo


Quasi un secolo fa i giornali si allarmavano per la cosiddetta “influenza spagnola”, una pandemia che arrivo' a uccidere ben venti milioni di persone in tutto il mondo: a distanza di cosi' tanto tempo, i titoli dei media non sono cambiati, anche se l’influenza iberica di cui si teme il contagio non ha a che fare con la salute, ma con la finanza. Sono bastate poche parole del nostro premier, Mario Monti, per scatenare il panico: il contagio e' in corso da tempo. Ma le cose stanno davvero cosi'?
L’Unione Europea sta tentando in tutti i modi di aiutare l’economia spagnola, ma le borse nutrono dubbi, perplessita' e paure piuttosto profonde. Non e' un caso che, con i Bonos, i titoli di Stato iberici, letteralmente alle stelle (7,3% di rendimento e uno spread rispetto ai bond tedeschi di 613 punti), anche lo spread nostrano sia ormai arrivato in un terreno minato, vale a dire quello oltre i cinquecento punti.
Purtroppo e' tutto vero, questo contagio non e' cominciato poco tempo fa, bensi' nel 2009, quando la Grecia comincio' a “infettare” gli altri paesi europei piu' deboli, come il Portogallo e l’Irlanda. Spagna e Italia sono le due nazioni a maggior rischio in questo momento, ma esistono anche delle medicine per affrontare al meglio la malattia. Ad esempio, le numerose manovre italiane degli ultimi anni sono riuscite per lo meno ad assestare il rapporto tra deficit di bilancio e prodotto interno lordo.
Il principale problema, pero', e' rappresentato dagli alti interessi e dallo stesso spread: ecco perche' il famoso “scudo” tanto voluto dallo stesso Monti potrebbe tornare utile in questo caso. L’Italia puo' evitare di ammalarsi ancora piu' gravemente, a patto che i medici europei non aspettino troppo tempo nel valutare le cause e le conseguenze di questo contagio.


Autore: simone ricci - Iljournal.it

Il tiro "mancino" di Hollande mette in buca l'Europa e l'Italia

Anche l’Italia, specialmente alla vigilia delle elezioni francesi, aveva nutrito grandi aspettative sul futuro capo dell’Eliseo. Neanche ai più strenui antiberlusconiani erano andati giù i sorrisini di Sarkozy con la Merkel in risposta a un giornalista che chiedeva se il nostro fosse uno Paese affidabile; giustizia è stata fatta. Ma non è certo l’unico né il fondamentale motivo per il quale si sperava in un avvicendamento. Si auspicava che François Hollande potesse rappresentare il più solido alleato di Mario Monti nella battaglia per una maggiore integrazione europea, connotata dalla condivisione del debito e dalla volontà di insistere, oltre che sul rigore, sulla crescita.
I tedeschi hanno chiarito che chi vuole ricorrere allo scudo anti-spread dovrà avere i fondamentali in ordine. Noi non ce li abbiamo e la Francia rischia di non averli in futuro. L’alleanza sarà unicamente sul fronte della comune incapacità di tenere i conti in ordine e di aumentare la spesa come, del resto, è accaduto da quando si è insediato l’attuale governo. Entrambi condividono, in sostanza, la contrarietà ad esercitare la virtù tedesca.

Sapelli: così i poteri forti stanno svendendo l’Italia


L’ora della verità sembra arrivare. Il piano di rifinanziamento delle banche spagnole ha scatenato l’insoddisfazione dell’oligopolio finanziario internazionale. La prima ragione di ciò è che questo piano ha fatto emergere in piena luce l’asimmetria esistente tra la costituzione istituzionale europea a egemonia tedesca e le conseguenti politiche di salvataggio estemporaneo che si articolano secondo schemi istituzionali nazionali.
I pochi denari destinati, a tempo, per salvare le banche spagnole sono stati infatti non compresi in un meccanismo di intervento euro-continentale, ma invece affidati a un governo spagnolo in profonda crisi di legittimazione e sconvolto dalla serie di default regionali che hanno cominciato a rivelarsi con quello di Valencia e che tra breve avranno il volto drammatico del default catalano, vale a dire un complesso economico pari all’incirca a quello portoghese. Si comprende molto bene quindi come oltre-manica e oltre-oceano le spinte a non investire più in titoli di stato della zona euro si siano fatte sempre più forti e stiano per prendere il sopravvento.
Naturalmente ciò è stato incentivato dall’insipienza politica madornale, sia del Primo Ministro spagnolo, sia di quello italiano. Il primo ha annunciato con candore che le casse madrilene erano vuote, il secondo, con un’incoscienza che veramente non sia sa come definire se non drammatica, che il cosiddetto contagio poteva essere alle porte.
In questo modo si è tradita la vera aspettativa che gli investitori internazionali si attendevano, ossia una politica di intervento monetario che - non si gridi al paradosso - salvasse anche se stessa, ossia mettesse al riparo i loro investimenti in euro che ora minacciano i loro bilanci. Questo provvedimento, ci ripetiamo sempre, non può che essere la vera soluzione della crisi dell’euro, ovvero l’intervento illimitato senza condizioni e ostacoli della Banca centrale europea sullo stile della Federal Reserve americana.
Invece in Europa abbiamo ministri teutonici che si nascondono dietro alla loro Corte Costituzionale e primi ministri italiani prestati alla politica che dimostrano di non avere né visione, né sangue freddo per affrontare una situazione che è veramente drammatica. Si ha un bel dire che la situazione italiana, se si guardano i fondamentali, è tutt’affatto diversa da quella spagnola o portoghese o, chiaramente, greca. Quello che conta è che questi fondamentali iniziano a essere scossi soprattutto sul piano delle aspettative da una mancanza di crescita che è esacerbata da una politica fiscale suicida e da una politica di contenimento e riduzione della spesa pubblica che non favorisce l’innalzamento della total factory productivity, ma che, anzi, con i tagli lineari (invece che coi costi standard) danneggia sia la crescita, sia le misure dirette a ripagare il debito.
Insomma, è ben difficile che l’asimmetria tra uno Stato federale europeo che non esiste e dei governi nazionali che pensano di curare la crisi con l’austerità possa risolversi positivamente. D’altra parte non si può sfuggire alla sensazione che si voglia ad arte creare un clima di tensione e di dramma simile a quello che nel 1992 condusse di fatto alla distruzione di gran parte della nostra industria nazionale con privatizzazioni senza liberalizzazioni e oscure manovre che ancora oggi molti ritengono inconfessabili.
A mio parere, il gravissimo attacco istituzionale portato al Presidente della Repubblica da parte del partito dei magistrati combattenti non può essere casuale. Si mira a indebolire, in una nazione che non ha più legittimazione parlamentare, ma sospensione tecnocratica della democrazia, l’unico punto di stabilità istituzionale oggi esistente: il ruolo di Giorgio Napolitano. Come sempre l’anello del potere tiene unite economia e politica, ma mai come oggi questo anello può essere nefasto e porre le basi per distruggere irreversibilmente il patrimonio più prezioso dell’economia italiana: la sua industria manifatturiera attraverso la sua svendita sconsiderata e demagogica.
Se potenti forze nazionali e internazionali sono in atto per far ciò, non pare che ve ne siano altre di nazionali disposte a battersi per impedire questo scempio. Quello che è avvenuto nei giorni scorsi in Parlamento, con la votazione del fiscal compact davanti a un’aula quasi deserta in cui i leader politici erano assenti senza un dibattito che disvelasse la drammaticità della decisione presa, ossia quella di subire un salasso annuale di alcune decine di miliardi di euro per inseguire la chimera della risoluzione del debito pubblico, dimostra che non esistono forze nazionali in grado di rispondere positivamente al dramma che tutti stiamo vivendo.
Viene da sperare che la soluzione risieda nella consapevolezza che la parte più lungimirante del capitalismo internazionale, in primo luogo quello anglosassone, abbia del fatto che non si può desertificare un’economia possente e strategicamente essenziale nell’area mediterranea come l’Italia. Dobbiamo sperare ancora una volta, come il Dante di De Monarchia, che un imperatore straniero giunga a salvare un’Italia in frantumi.

ENEL GP - Il Decreto Sviluppo sostiene le Utilities

Il parlamento italiano ha apportato una modifica al Decreto per lo Sviluppo economico recentemente emanato.

La variazione estende di 10 anni le concessioni governative attualmente in vigore per lo sfruttamento delle fonti idriche al fine di produrre energia, l’estensione delle concessioni riguarda tutto il territorio italiano e allunga la validità dei contratti da 20 a 30 anni.

La notizia influenza positivamente tutte le aziende attive nel settore, tra le quotate ad esempio Iren e A2A, ma soprattutto Enel Green Power.

La compagnia quotata nel 2010 sul mercato italiano detiene infatti una quota del 15% del totale del mercato italiano di generazione di energia da fonti idriche, in questo specifico comparto delle energie rinnovabili la profittabilità ad oggi è più che soddisfacente.

Gli effetti finanziari di questa variazione saranno tangibili nei conti di Enel Green Power nel lungo periodo, la parte preponderante dell’incremento nei ricavi si avrà dopo il 2020.

Pur considerando lo sconto temporale la notizia migliora le valutazioni sulla situazione attuale dell’azienda, facendo crescere le nostre stime sui ricavi di circa il 10%.

Migliorano dunque outlook BUY e target 1.9.